La Scimmia Urlatrice

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Lorenzo Lotto: L’ironia e il simbolismo

Lorenzo Lotto: L’ironia e il simbolismo

Di Giusi Pecorarolorenzo-lotto-annunciazione-recanati

In una stanza, precisamente una camera da letto, dove tutto è ricostruito in maniera dettagliata, assistiamo all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, forse il tema più ricorrente  nella Storia dell’ Arte. Basta, però,  subito uno sguardo per capire che in questa rappresentazione non vi è nulla di banale, che non c’è neanche l’ombra di un  concetto prestabilito o di un modello ieratico. In questo dipinto l’autore, facendosi beffa del soggetto sacro, ha voluto inserire nella scena una consapevole ironia.  L’Angelo entra da una loggia  che si affaccia sul giardino, in maniera così improvvisa da spaventare la Vergine e il gatto che scappa via terrorizzato. La figura di Dio è posta in alto e viene indicata in maniera insolita , quasi frettolosa,  dall’Arcangelo che si mantiene in un equilibrio precario. La giovane Donna- quasi fosse una giovane sposa insidiata-  dirige lo sguardo verso l’alto  , rivolgendosi allo spettatore, e la sua espressione sta a significare l’umiltà e il timore di far prevalere il suo lato terreno, la  paura    di non essere all’altezza del ruolo. I suoi occhi non sono bassi in segno di timido rispetto, come ci si aspetterebbe,   cercano  piuttosto una consolazione umana che può avvenire solo  al di  fuori della scena dipinta Ci troviamo di fronte al più famoso dipinto di Lorenzo Lotto (Venezia, 1480-Loreto, 1556/1557    ), ovvero “l’Annunciazione di Recanati” (1533-Recanati, Pinacoteca comunale). La Pala di San Bernardino (1521, Bergamo, San Bernardino in  Pignolo) sembra, invece,  un’istantanea scattata  senza preavviso ad un gruppo di persone  . In questa Sacra conversazione  un angelo, che si trova ai piedi del trono e annota qualcosa sul libro di preghiere, si gira  di scatto verso chi osserva , quasi a volerlo coinvolgere  o a richiamare la sua attenzione. La solennità , tipica delle pale d’altare,  è spezzata ancora una volta  dalla popolarità dei personaggi e dal solito, sottile senso dell’umorismo: San Giuseppe , vestito in abiti logori, si  sfrega il dorso del piede per calmare un probabile prurito e Sant’ Antonio si allunga verso San Giovanni Battista  per poter udire meglio le sue parole. Il pittore preferisce inserire i personaggi delle sue opere  sacre in ambienti domestici, spesso poveri, dando il senso di una normale intimità famigliare e facendoli recitare un ruolo ispirato alla vita reale. Si appassiona velocemente anche alla fisiognomica e osservando  la serie dei  ritratti non si rimane indifferenti  alla sua capacità  di imprimere , nei volti e nei gesti,   lo  stato d’animo, i  sentimenti, le aspirazioni ed  anche un velato mistero . Molti altri lavori del Lotto sono carichi di riferimenti simbolici e non poteva essere altrimenti  dato che per l’artista l’opera d’arte è realizzata non solo per essere guardata, ma soprattutto per sollevare interpretazioni .Vista la forte propensione del Lotto per l’enigmaticità,  nessuno dei suoi soggetti ha o potrebbe avere un significato univoco.

Giusi Pecoraro

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This entry was posted on January 4, 2016 by in Arte and tagged , , , .
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