La Scimmia Urlatrice

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Hieronymus Bosch: Il visionario che anticipò la pittura moderna

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Nessun pittore come Hieronymus Bosch (nome d’arte di Jeroen Anthonissoen  Van   Aken  ‘s-Hertogensbosch- 1453- ‘s-Hertogensbosch 9 agosto 1516 )  è riuscito ad attirare    l’attenzione  di semiologi, biblisti e psicologi, oltre che  della critica d’arte più raffinata. L’artista visionario, allucinato, addirittura diabolico , il geniale creatore del “Trittico del giardino delle delizie” (1480-1490, Madrid, Museo Nacional Del Prado), è stato il  più amato , il più  studiato  e il più falsificato.  Conoscere la sua arte significa compiere un viaggio sorprendente nei meandri di una mente brillante  e fantastica che usava la  pittura per   mettere in luce, anche  ironicamente,  i conflitti umani davanti alla morale religiosa. Affascinò  il  cattolicissimo Filippo II di Spagna che acquistò buona parte dei suoi dipinti, solo alcuni  giunti fino a noi  e  conservati , per la maggior parte, nei  principali musei spagnoli  e spesso accompagnati da vivaci dibattiti circa la loro autenticità. Molto lacunosa appare la sua biografia e neanche  la sua data di nascita è certa ed  stata collocata tra il 1450 e il 1460, più probabilmente il 1453. Considerando che il pittore aveva l’abitudine, consueta per la sua epoca, di firmarsi come “Bosch”  ossia usando il luogo di nascita, come città natale è stata identificata  ‘s-Hertogensbosch (  in italiano  Boscoducale). Da pochi, scarsi documenti si apprende che anche il padre di Bosch, Anthonis di Jan Van Aken era un pittore, così come il nonno, Jan Van Aken,  e  alcuni suoi zii. Non è difficile, dunque, immaginare che la formazione dell’artista olandese sia avvenuta   nell’ ambito della bottega di famiglia. Il matrimonio con la benestante Aleyt Van Den Meervenne  gli consentirà di elevare il suo status sociale  ed economico  e  , forse , gli permetterà anche una maggiore libertà creativa. Bosch  non è mai convenzionale, è un vero precursore dell’arte moderna  e davanti alle sue opere non si rimane mai indifferenti. Basti guardare il “San Giovanni Battista in meditazione” (1489 ca. Madrid , Museo Lazàro-Galdiano),San-Giovanni-Battista-in-meditazione dove tutta la composizione ha un  sapore onirico, fantasioso e  il santo, quasi addormentato,  indica  stancamente il suo attributo iconografico per eccellenza, ovvero l’agnello. Un gigantesco vegetale domina quasi tutto  il primo piano della scena, mentre alle spalle di San Giovanni lo sguardo è attratto dall’immaginoso paesaggio , costituito da un folto bosco abitato da animali e da due rupi dove vi è persino  raffigurato un uomo che tenta di arrampicarvisi. Ancora più suggestivo e significativo è l’olio su tavola intitolato “L’estrazione della pietra della follia” ( 1494 ca. Madrid, Museo Nacional del Prado)L’estrazione-della-pietra-della-follia . Qui il pittore mette insieme quattro bizzarri personaggi tra cui un uomo, legato ad un sedia, che viene sottoposto all’ estrazione della pietra della follia dal suo cranio -da cui però  appare un fiore-  da parte di un medico (ma somiglia più ad un ciarlatano)  . Gli altri due  sono  un frate ed una monaca, il primo rappresentato con una caraffa in mano e la seconda in atteggiamento meditativo mentre  regge sulla testa un libro. La scritta in basso recita: “Maestro, cava fuori in fretta la pietra, il mio nome è Lubbert Das” e ciò è fortemente esplicativo  in quanto Lubbert era un nomignolo non lusinghiero, sinonimo di “sempliciotto”. Bosch critica aspramente tanto chi circuisce  quanto chi viene circuito    , anzi, sottolinea che    la stupidità è una colpa ancora più grave della furbizia. Le esequie del pittore si svolgono il 9 agosto 1561 e la sua morte potrebbe essere avvenuta qualche giorno prima , forse a causa della peste. Il Barocco e l’Illuminismo oscureranno la sua fama  ed occorrerà attendere la fine dell’Ottocento  affinché vengano rivalutate le sue opere.

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This entry was posted on November 27, 2015 by in Arte and tagged , , , , .
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