La Scimmia Urlatrice

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Ruskin e i Preraffaelliti

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John Everett Millais , Ofelia

Nel periodo in cui l’Inghilterra si orienta verso il potenziamento della grande industria, che condurrà poi all’allestimento della grande Esposizione Universale di Londra del 1851, furono molteplici le proteste che si levarono contro il sistema economico e sociale della nazione britannica. Mentre lo scrittore e critico d’arte John Ruskin (1819-1900) andava definendo il Crystal Palace di Paxton come un “cocomero di vetro”, un gruppo di studenti d’arte della Royal Academy entrava in conflitto con la loro stessa istituzione creando un gruppo definito da loro stessi come Confraternita dei preraffaelliti.

 

I punti in comune tra Ruskin e i preraffaelliti, sodalizio costituitosi intorno al 1848 intorno a pittori come William Holman Hunt (1827-1910, John Everett Millais (1829-1896), Edward Coley Burne-Jones (1833-1898) e al poeta-pittore Dante Gabriel Rossetti (1828-1892), sono il disagio verso la società industriale e il prevalere della macchina, vista come nemica della creatività. Già Ruskin nel 1846 affermava che le bellezze naturali sono manifestazioni e doni di Dio e che è compito dell’arte rendere visibile il patrimonio religioso e spirituale della società. Tale obiettivo divenne il credo dell’attività dei preraffaelliti.

Per i preraffaelliti il modello di ispirazione storico-culturale diviene il medioevo, inteso come età dell’oro, dove è possibile dare voce all’espressione artistica del sentimento popolare. Infatti nel medioevo, in cui la storiografia dell’epoca inseriva anche il Quattrocento, i preraffaelliti vi individuavano una perfetta coincidenza tra natura e cultura, tra arte e artigianato, un segno opposto alla distruzione causata dal progresso. L’arte viene così concepita come un lavoro manuale nobilitante e, essendo uno strumento di salvezza della società, acquista un valore fondamentale e deve essere incentivata dallo Stato.

 

Ma i preraffaelliti andarono oltre tali ideologie, rifiutando l’arte del rinascimento, ed in particolare della “forma grande” di Raffaello, considerata come vuoto formalismo. In alternativa il gruppo dei preraffaelliti propone una attenzione al vero e alla quotidianità del fatto sacro in una forma di rinnovata religiosità come si può vedere nell’Adolescenza di Maria ( di Dante Gabriel Rossetti, 1848-49), nel Cristo nella casa dei genitori ( di Millais, 1849) e nella Luce del mondo (Holman Hunt, 1853-1856).

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Edward Burne-Jones, La scala d’oro

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John Everett Millais, Cristo nella casa dei genitori

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Dante Gabriel Rossetti, Adolscenza di Maria

Ritrarre puntualmente la natura appare l’unico modo per liberarsi dalle convenzioni accademiche: l’Ofelia di Millais diviene il manifesto di questo naturalismo esasperato. Proprio tale naturalismo permette ai preraffaelliti di dare alle loro opere un senso di irrealtà, accentuato poi dalla preziosa gamma cromatica. Tuttavia proprio tale accostamento dei colori in maniera raffinata e studiata, può costituire il limite del gruppo ma giustificato dalla completa adesione all’ideale vittoriano di una funzione etica ed estetica dell’arte (vedi ad es. Il risveglio della coscienza di Hunt)

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Holman Hunt, Il risveglio della coscienza

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