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Villa Almerico-Capra

Villa Almerico Capra

Rotonda Palladio

La rotonda di Palladio

Villa Almerico–Capra, (1566 – 1567 (costruzione 1567 – 1605), completata postuma nel 1585 da Vincenzo Scamozzi), conosciuta anche come “La Rotonda”, fu realizzata per Paolo Almerico.

Stiamo parlando del manifesto architettonico di Andrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro della Gondola (Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580),  architetto, teorico dell’architettura e scenografo italiano del Rinascimento, cittadino della Repubblica di Venezia.

Andrea Palladio

Andrea Palladio nel 1576, Olio su tavola, attribuito a G. B. Maganza. Vicenza, Villa Valmarana ai Nani.

Tornando alla Rotonda che è senza dubbio una delle opere più conosciute dell’artista, possiamo affermare che è una delle opere dove il simbolismo del grande Architetto viene mostrato in tutta la sua maturità. Tutta la struttura è proporzionata con precisione matematica in base alle regole proprie dell’architettura di Palladio, che egli elaborò nei suoi Quattro libri dell’architettura pubblicati a Venezia nel 1570

Pianta di Palladio

Pianta di Palladio per la Rotonda, ne I quattro libri dell’architettura, 1570

Villa Almerico Capra, conosciuta anche come Villa Capra Valmarana è una villa veneta situata a ridosso della città di Vicenza. Come accennato precedentemente fu fatta costruire da Paolo Almerico, che la commissionò ad Andrea Palladio a partire dal 1566, tuttavia fu completata dai due fratelli Capra che acquisirono l’edificio nel 1591.

La Rotonda, come divenne nota in seguito, è uno dei più celebri ed imitati edifici della storia dell’architettura dell’epoca moderna tanto da entrare a far parte dal 1994 dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

La storia di questo incredibile edificio inizia nel 1565 quando il canonico conte Paolo Almerico, decise di ritirarsi dalla curia romana per tornare alla sua città di origine Vicenza e costruirsi una residenza di campagna. La scelta dell’architetto ricadde su Andrea Palladio, artista già affermato ed apprezzato in tutta la Repubblica di Venezia e nella penisola italiana. Nel corso della sua carriera, infatti, Palladio progettò circa trenta ville in terra veneta, ma è questa residenza, senza dubbio ispirata al Pantheon di Roma, che è divenuta una delle sue più celebri eredità al mondo dell’architettura, divenendo in seguito fonte di ispirazione per migliaia di edifici.

Palladio imposta la villa secondo una pianta centrale, riservata fino a quel momento prevalentemente all’architettura religiosa. Certo esistevano già edifici residenziali a pianta centrale come ad esempio: La casa del Mantegna a Mantova; La “Camera degli Sposi” in Palazzo Ducale sempre del Mantegna; Il progetto di Raffaello per villa Madama. Tuttavia la Rotonda resta un unicum nell’architettura di ogni tempo, come se, costruendo una villa perfettamente corrispondente a sé stessa, Palladio avesse voluto costruire un modello ideale della propria architettura.

Architettura Palladio

Veduta d’insieme del complesso architettonico.

La Villa si presenta con una pianta quadrata, inscrivibile in un cerchio, con ripartizione simmetrica degli ambienti raggruppati intorno ad un salone circolare.

In ognuna delle quattro facciate ampie gradinate conducono ad un classico pronao con sei colonne ioniche (esastilo ionico sormontate da un ampio e profondo frontone ornato di statue di divinità dell’antichità classica.

I quattro ingressi principali conducevano, attraverso un breve vestibolo o corridoio, alla sala centrale. Proprio la sala centrale rotonda è il centro nevralgico della composizione, sulla quale Palladio imposta una cupola (11 metri di luce), applicata per la prima volta a un edificio di abitazione. Secondo alcune fonti, la cupola, nel progetto iniziale doveva essere emisferica ma fu realizzata postuma su modello differente, rievocando le linee di quella del Pantheon a Roma.

Il progetto riflette gli ideali umanistici dell’architettura del Rinascimento, la villa risulta così un’architettura aperta, che guarda la città e la campagna.

L’architettura del Palladio, benché quasi totalmente confinata nel Veneto, divenne presto famosa e studiata in tutta Europa e da qui negli altri paesi di tradizione anglosassone, dando vita a un fenomeno culturale noto come palladianesimo, diffuso in particolare nel Regno Unito, in Irlanda, negli Stati Uniti, come pure in Russia. In Inghilterra tra i primi ad ispirarsi al suo stile furono Inigo Jones e Christopher Wren; un altro suo ammiratore fu l’architetto Richard Boyle, più noto come Lord Burlington, che con William Kent progettò la Chiswick House. La Casa Bianca, residenza del presidente degli Stati Uniti d’America, è progettata in stile palladiano, così come la residenza di Monticello progettata per sé da Thomas Jefferson.

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This entry was posted on April 17, 2015 by in Arte and tagged , , , , , , , .
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