La Scimmia Urlatrice

Io urlo, tu leggi!

Il Bacio: Tra Romanticismo e Storia

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Nel 1859 la Seconda guerra di Indipendenza, con le vittorie di Magenta, di Solferino e di San Martino, avrebbe condotto l’Italia all’Unità, Hayez dipingeva Il bacio (1859. Olio su tela, 110 x 88 cm. Milano, Pinacoteca di Brera). Sicuramente il dipinto fu la creazione più famosa dell’artista, godette di un’ampia e meritata popolarità. Il bacio, furtivo ma intenso, che i due giovani in abiti medievali si stanno scambiando, venne interpretato immediatamente come l’addio del volontario, o cospiratore, all’amata. Tale interpretazione fu favorita anche dal fatto che il volto dell’uomo rimane coperto, il suo piede sinistro è poggiato sullo scalino (come se avesse fretta di fuggire), il pugnale che preme sul fianco della giovane e l’ombra di uno sconosciuto appare sul muro a sinistra (come se li stesse spiando).

Le figure si stagliano nitide su uno sfondo di una parete fatta di pietre squadrate. La fanciulla appare completamente abbandonata nell’atto amoroso. La sua figura è impreziosita dai riflessi cangianti della veste di seta, la quale sembra aggiungere luce alla scena. Non deve essere tuttavia sottovalutato il vero significato storico dell’opera. Hayez attraverso i colori (il bianco della veste, il rosso della calzamaglia, il verde del cappello e del risvolto del mantello e infine l’azzurro dell’abito della donna) vuole rappresentare l’alleanza avvenuta tra l’Italia e la Francia (accordi di Plombières). Bisogna ricordare che questo quadro venne presentato all’Esposizione di Brera del 1859, a soli tre mesi dall’ingresso di Vittorio Emanuele II e Napoleone III a Milano. Infatti nella versione del 1861 l’abito della donna è bianco, forse il pittore ha voluto rimuovere il colore che, abbinato, dava il tricolore francese causa il risentimento dei patrioti italiani verso Napoleone III per aver voluto una veloce conclusione della guerra senza la liberazione del Veneto e Venezia.

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This entry was posted on March 27, 2015 by in Arte and tagged , , , , , .
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