La Scimmia Urlatrice

Io urlo, tu leggi!

Mascherate d’inverno, la storia di un rito comune mediterraneo ed europeo

maschere d'inverno Passeggiando per le vie del centro di Atene, nel quartiere della Plaka, si ha la possibilità di fare visita al piccolo “Museo dell’Arte Popolare” della capitale greca. Il museo di quattro piani conserva una collezione di mobili, suppellettili, monili di indubbio interesse anche se il pezzo grosso è la ricca collezione di indumenti tradizionali locali con descrizioni molto esaustive. Realmente quello che vorremo far risaltare sono una particolare serie di foto con personaggi e gruppi di maschere. I diversi personaggi vestivano costumi stravaganti, maschere con corna, zoccoli di capre e sul petto portavano grandi cinture che sostenevano sonagli. Ebbene questi costumi ci riportano alla mente  figure emblematiche che sfilano per le strade e nelle piazze di alcune zone italiane, e della Sardegna in particolare, durante gli ultimi giorni di dicembre ed i primi di gennaio, coincidendo con il solstizio d’inverno. maschere demoniache Maschere demoniache nel “Museo Etnografico Sardo” a Nuoro, Sardegna. Le particolari foto del museo di Atene, provengono da alcune isole greche orientali ed udite udite …. le maschere percorrono le strade, dei piccoli villaggi greci, proprio tra il 24 dicembre ed i primi giorni di gennaio, come in Italia. La similitudine tra i costumi del museo greco e quelli conservati nel “Museo Etnografico Sardo” a Nuoro in Sardegna è incredibile, gioielli, cappelli, accessori vari, sono così simili da passare per tali. Ancora una volta personaggi che indossano maschere diaboliche, con corna, zoccoli di capra, grandi cinture con sonagli sono rintracciabili in Spagna nelle regioni di Zamora, Baraganca, Leon, Burgos, e Navarra. maschere d'invierno Maschere d’ invierno in Castilla y León. Queste tradizioni sono giunte fino ai giorni nostri perché sono sopravvissute in regioni conservatrici, in zone isolate o in qualche modo distanti culturalmente e fisicamente dal mondo “moderno”, si tratta senza dubbio della stessa cultura ancestrale. Dimostrare che esista un chiaro legame tra luoghi e culture così lontane non crediamo sia così impossibile, il bacino del mediterraneo “Mare Nostrum” ha sempre rappresentato un ponte, il mare ha sempre unito, significato sempre dimenticato oggi giorno. Le maschere d’inverno, come il carnevale, sono residui di culti ancestrali in differenti manifestazioni e celebrazione del naturale scorrere delle stagioni. L’antropologo Caro Baroja recita “Il carnevale è arrivato fino ai giorni nostri dimostrando la sopravvivenza di vecchi culti popolari”. correfocs correfocs della festa di San. Sebastian, Patrono di Palma, Mallorca. Se osserviamo attentamente possiamo notare come tali riti a volte coincidano, allo stesso tempo e nello stesso luogo, così come con festività cristiane, come il Natale, Epifania, Pasqua, ecc… In ogni caso si tratta dello stesso mondo, gli stessi uomini, le stesse paure e senso della vita che trova sempre una via di espressione.

[FC]

Bibliografia:

Caro Baroja, El Carnival, 1965; Giulio Angioni, Sagre, riti e feste popolari della Sardegna, (a cura di) G. Deidda e A. Della Maria, Newton Compton, Roma, 2002; Raffaello Marchi, Le maschere barbaricine, in “Il Ponte”, VII, 9-10 Settembre/Ottobre 1951; Mario Atzori, Uomini-animali nelle tradizioni popolari della sardegna, in AA,VV, L’uomo selvatico in Italia, ed. Museo Nazionale della Arti e Tradizioni Popolari, Roma, 1986; Piquereddu Paolo, Le maschere. Forma e rappresentazione nel carnevale in Barbagia, Museo Etnografico di Nuoro, 1987. 

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This entry was posted on February 8, 2015 by in Cultura and tagged , , , , , , , , , , .
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