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Jacqueries: Storie di interminabili insurrezioni contadine

jacqueries

Nella prima Età moderna (XIV sec.) assistiamo alla nascita di una parola nuova e di un fenomeno nuovo. La parola che entra nel vocabolario storico è “jacquerie”: significa un particolare tipo di agitazione sociale, quella che ha per protagonisti i contadini.

La durezza delle condizioni contadine, causata dalle pesanti richieste fiscali e dall’accentuarsi della pressione dei signori feudali in anni di guerre e carestie, portò all’esplosione di rivolte che incendiarono le campagne europee. Il mondo delle campagne francesi, in particolare, attraversò allora un epoca durissima. Impoverite dalle tasse o dai saccheggi o da ambedue le cause, videro sommarsi gli effetti della guerra, della peste e della fame.

La crisi delle campagne si aggiunse a quella, già in atto, dei commerci. Le fiere della Champagne, era già in crisi alla fine del ‘200 e decadde del tutto nel ‘300. I mercanti ormai seguivano le rotte marittime (dai porti italiani a quelli del Mare del Nord e dell’Inghilterra) oppure passavano direttamente dai valichi alpini attraverso la Svizzera fino alla Germania. La guerra e la peste accelerarono enormemente un processo di regressione già avviato. Le insostenibili condizioni di vita delle campagne alimentarono uno stato d’animo di violenta esasperazione che fu alla base delle grandi fiammate di rivolta contadina

Nel maggio del 1358, le regioni della Francia centrale furono il nucleo di una grande fiammata sociale: una rivolta dei contadini. La situazione era quella di un paese in mezzo alla guerra. Il re, preso prigioniero nel 1356, era ancora in mano agli inglesi. Il reggente ordinò, all’inizio di maggio, che tutti gli uomini abili fossero chiamati alle armi e in più impose ai contadini l’obbligo di pesanti lavori collettivi per restaurare i castelli. I contadini si radunarono nelle loro parrocchie e si armarono: ma non per andare a difendere i castelli minacciati dagli inglesi, ma per assalirli e distruggerli, come causa di tutti i mali. I contadini si organizzarono e trovarono un capo che fu un valoroso combattente: Guillaume Cale. I nobili, minacciati dall’estendersi della rivolta, organizzarono il loro esercito e affrontarono le forze contadine nella decisiva battaglia di Clermont. Con un tranello Cale fu fatto prigioniero, mentre i contadini, privati della loro guida, venivano uccisi in massa. I superstiti si rifugiarono nei boschi, e ne uscirono solo a distanza di anni.

Tuttavia la furia contadina si riaccese spesso, perché le cause continuavano ad essere vive: la pressione nobiliare sul lavoro contadino era intollerabile.

Queste rivolte sono passate alla storia col nome di Jacquerie. Il loro protagonista, infatti, fu un individuo collettivo: il suo nome fu Jacques Bonhomme, Giacomo Buonuomo, nome usato in senso ironico e dispregiativo, divenuto poi, come spesso accade per i movimenti di rivolta, il nome ufficiale adottato dalla memoria storica.

Tale movimento non fu un fenomeno solo francese. Anche in Inghilterra il costo della guerra (guerra dei 100 anni) si scaricò sulle tasse: la situazione si andava aggravando anche per la richiesta del papa di farsi pagare (con gli arretrati) un tributo da tempo in discussione. Un predicatore itinerante, John Ball, diffondeva intanto nelle campagne dottrine radicali contro il potere economico dei nobili latifondisti. All’università di Oxford, un docente dalle idee rivoluzionarie, John Wycliffe, sostenne la necessità di riformare la Chiesa riportandola al modello di povertà evangelica: organizzò gruppi di predicatori che, in stile semplice e abito povero, diffusero nelle campagne inglesi idee radicali contro il potere mondano del papa e la ricchezza del clero. Le campagne inglesi erano già mature per accogliere simili idee: il mito di Robin Hood conobbe da allora una grandissima popolarità.

Una sollevazione contadina si scatenò nel giugno del 1381. A capo della rivolta c’era un personaggio tipo Cale: Wat (o Walter) Tyler, realizzatore delle idee di John Ball. L’esercito contadino assaltò e saccheggiò Londra e re Riccardo II dovette trattare con il loro comandante. L’intervento dell’esercito regio rovesciò la situazione: i ribelli vennero dispersi e Tyler fu ucciso.

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2 comments on “Jacqueries: Storie di interminabili insurrezioni contadine

  1. Bellezza In The City
    January 24, 2015

    Un blog insolito ma mi piace molto

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