La Scimmia Urlatrice

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Streghe

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Tra il 1450 e il 1750, migliaia di persone, per lo più donne, furono processate per il crimine di stregoneria. La metà furono condannate a morte, solitamente al rogo. Alcuni processi per stregoneria si tennero davanti a tribunali ecclesiastici, istituzioni che svolsero un ruolo importante nel disciplinare la vita morale e religiosa europea durante il Medioevo e all’inizio dell’Età moderna. Più comunemente, specialmente dopo il 1550, i processi si tennero davanti a tribunali secolari (tribunali di regni, Stati, principati, ducati, contee e città). La distribuzione geografica di tali processi fu estremamente irregolare, così come la distribuzione cronologica di essi. In generale si assiste ad un aumento di essi nel ‘400, ad una leggera diminuzione nel ‘500, ad un impressionante aumento tra ‘500 e ‘600, sino al loro declino tra ‘600 e ‘700. Questo fenomeno storico, viene individuato come l’ ”ossessione europea” per le streghe, ovvero la “caccia alle streghe” in Europa.

Prima di procedere oltre bisogna chiarire quale sia il significato di stregoneria. All’inizio dell’Età moderna il termine era utilizzato per definire due tipi di attività. La prima era la pratica di magia nera, cioè l’attuazione di malefici mediante il ricorso a poteri straordinari, misteriosi, occulti, sovrannaturale, utilizzati per uccidere persone, infliggere malattie, distruggere raccolti, avvelenare animali. Tali attività venivano definiti in latino maleficia. E’ inoltre possibile notare che tali pratiche richiamano la stregoneria delle società primitive e non-europee odierne. La seconda attività era invece la relazione che la strega intratteneva con il Diavolo: la strega non solo praticava malefici, ma aveva stretto un patto con il nemico soprannaturale del Dio cristiano. Perciò la stregoneria era anche satanismo, culto del Diavolo. Tali attività inoltre erano intimamente legate, come appare negli scritti teologici a partire dal IV secolo, poiché si sosteneva che la magia potesse essere praticata soltanto da presenze demoniache. Ed è proprio la componente demoniaca della stregoneria in Europa, all’inizio dell’Età moderna, che la distingue chiaramente dalla stregoneria delle società primitive del mondo contemporaneo.

Verso la fine del ‘500 molti europei credevano che le streghe praticassero, oltre alla magia nera, svariate attività diaboliche. Credevano che facessero un esplicito e personale patto con il Diavolo. Tale patto non attribuiva alla strega il potere di eseguire maleficia, ma la iniziava anche al servizio del Diavolo. Il patto si concludeva con una cerimonia formale che aveva luogo dopo che il Diavolo era apparso alla strega, solitamente sotto l’aspetto di un uomo elegante e bellissimo, e l’aveva adescata con una promessa di una ricompensa materiale o di una soddisfazione sessuale. La strega acconsentiva a rigettare la fede cristiana –spesso calpestando direttamente la croce –e ad essere ribattezzata dal Diavolo. Poi rendeva omaggio al Diavolo inginocchiandosi davanti a lui oppure baciandogli il sedere. In segno di sottomissione il Diavolo imprimeva un marchio in un punto solitamente nascosto del corpo della strega.

Altra credenza diffusa era che le streghe si riunissero periodicamente insieme ad altre streghe per praticare una serie di atti blasfemi, osceni e nefandi. A queste riunioni il Diavolo partecipava sotto varie forme. Inoltre le streghe avrebbero sacrificato bambini al Diavolo, banchettato con i loro corpi, ballato nude e avuto rapporti sessuali con il Diavolo e altre streghe. A volte durante queste riunioni si svolgevano parodie del rito cristiano dell’eucarestia.

Tuttavia è d’obbligo sottolineare che tali credenze, erano proprie delle classi colte dominati e non della gente comune. La loro formulazione infatti si doveva all’opera di teologi, filosofi, avvocati e magistrati. La grande caccia alle streghe non avrebbe potuto aver luogo sino a che i componenti delle élite dominanti europee non avessero aderito alle varie credenze relative alle attività diaboliche delle streghe sino ad ora descritte.

Ma quali dovevano essere le caratteristiche di una strega per essere definita tale? Innanzitutto, come abbiamo visto, doveva aver fatto un patto con il Diavolo: esso costituiva la base fondamentale per essere incriminati di stregoneria. Il patto era inoltre collegato al fatto di praticare la magia nera. Stringendo il patto la strega diveniva un eretica poiché non riconosceva a Dio la posizione esclusiva nell’Universo, come stabiliva la dottrina cattolica. In aggiunta era un apostata, poiché il mago abiurava la fede cristiana accettando di adorare e servire il Diavolo.

Altra credenza era che l’adorazione del Diavolo avveniva anche collettivamente con svariati riti blasfemi, immorali o osceni: era la partecipazione delle streghe ai Sabba. L’idea del Sabba aveva un’origine sia psicologica che storica. Le origini psicologiche sono quelle che producono incubi e fantasie circa attività antiumane e immorali in molti tipi di società. La credenza nel sabba delle streghe, che comportava sia di danzare nudi che l’infanticidio cannibalistico, rappresenta l’ultima versione, per l’Europa tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età moderna, di questo classico e universale incubo. Allo stesso tempo nel Sabba si riflettevano le influenze del cristianesimo medievale. L’enfatizzazione degli aspetti erotici derivavano dall’atteggiamento negativo della Chiesa nei confronti del sesso. Allo stesso modo anche la parodia della Messa cattolica, rispecchia l’orrore tipicamente cristiano nei confronti della dissacrazione delle sue cerimonie più sacre.

Ultima caratteristica era la credenza che le streghe potessero volare. Esso forniva la spiegazione delle capacità delle streghe di partecipare a riunioni notturne segrete in luoghi remoti senza che fossero notati. Nelle descrizioni o nelle rappresentazioni artistiche, le streghe venivano ritratte a cavallo di animali oppure a cavallo di bastoni. Ma di tutti i mezzi di trasporto aereo, quello più frequentemente menzionato e che resiste nella cultura popolare, è il manico di scopa. La scopa è un simbolo fondamentale del sesso femminile, e il suo ricorso nella fantasia del sabba delle streghe potrebbe riflettere quindi la preponderanza delle donne fra le streghe. Ma potrebbe avere un ulteriore significato poiché viene spesso usata nei riti di fertilità suggerendo così un nesso con antiche divinità pagane, Infine la scopa era un simbolo fallico e ben si addiceva a una scena che era pervasa di sessualità.

Intorno alla metà del ‘400 il concetto di stregoneria può definirsi completo nei suoi elementi fondamentali. Infatti nei numerosi processi che si tennero in quel periodo in Francia e in Svizzera, le streghe erano accusate non solo di aver adorato il Diavolo nel corso di grandi riti orgiastici e cannibalistici notturni, ma anche di essersi recati in volo a tali convegni. Lo sviluppo e la trasmissione di tali credenze furono la risultante dell’interazione fra il processo giudiziario da un lato e la tradizione letteraria dall’altro. Il giudice o l’inquisitore mescolava l’accusa contro l’imputato con le sue stesse fantasie e ossessioni, a loro volta alimentate dalla cultura teologica o demonologica o da resoconti di altri processi in cui lui o un collega erano stati giudici. Nelle confessioni estorte, spesso con la tortura, l’inquisitore trovava una conferma ai suoi sospetti, e perciò tali credenze acquistavano validità. I risultati dei processi venivano a conoscenza di altri giudici (prima per via orale poi attraverso i manuali inquisitori) che utilizzavano le testimonianze rese nei processi per dimostrare le varie attività delle streghe. La letteratura divenne il principale veicolo di informazione sulla conoscenza relativa a tali crimini. Ricordiamo solamente il primo e più famoso trattato sulla stregoneria: il Malleus maleficarum. Pubblicato nel 1486 e ristampato più volte, era l’opera di due inquisitori domenicani, Heinrich Kramer e Jacob Sprenger. Il libro era una guida per gli inquisitori. Era scritto nella forma di disputa scolastica. La sua novità era l’enfatizzazione misogina delle donne verso quel crimine e l’affermazione che tutte le streghe della classe più potente, avevano rapporti con il diavolo. Divenne una sorta di “enciclopedia della stregoneria”. Da questo scritto derivarono altri trattati come ad es. il Tractatus de haereticis et sortilegiis di PaulusGrillandus, il Demonolatreiae di Nicolas Rémy, il Disquisitiorum magicarm libri sex di Martin Antonio Del Rio, il Compendiummaleficarum di Francesco Maria Guazzo, ecc.

Per concludere, cercheremo di rispondere ad una domanda fondamentale: perché si perseguitarono le streghe? Un fattore che stimolò le famose cacce alle streghe fu la paura di ribellione, sedizioni e disordini che ossessionò i membri delle classi colte di quell’epoca. Non è una coincidenza che le più antiche descrizioni di sabba di streghe fecero la loro comparsa quando l’Europa stava vivendo un’ondata di ribellione sociale alla fine del ‘300. Fu un epoca di grandi rivolte popolari, secoli che videro innumerevoli jaqueries (rivolte contadine), guerre civili e religiose e infine le prime rivoluzioni nazionali dell’Età moderna. Al pari dello stesso Diavolo, che aveva intrapreso la sua malvagia carriera con un atto di ribellione verso Dio, la strega era la quintessenza del ribelle. In quanto eretica e apostata la strega era considerata colpevole di lesa maestà, ovvero di tradimento contro Dio; in quanto adoratrice del Diavolo faceva parte di un’enorme cospirazione politica; in quanto contadina della classe inferiore, lottava per rovesciare il mondo, per sovvertire l’ordine gerarchico della società stabilito da Dio e per calpestarne le norme morali. In definitiva le streghe furono il capro espiatorio di tutte le paure e le ossessioni della prima società dell’Età moderna.

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