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[Storia] La Massoneria e i suoi ideali

 

 

Spesso sui media ricorrono le parole Massoneria, lobby, poteri forti, gruppi di potere e gruppi finanziari dalle forti influenze politiche. Nella storia italiana il caso più famoso fu quello della  loggia Propaganda due (P2), una loggia massonica aderente al Grande Oriente d’Italia, fondata nel 1887 ma che, durante la direzione dell’imprenditore Licio Gelli, assunse forme deviate rispetto agli statuti della massoneria e all’ordinamento giuridico italiano. Infatti tra i vari crimini ascritti alla P2, oltre al cospirazionismo politico, ci sono la strage dell’Italicus (1974), il depistaggio nella strage di Bologna (1980), lo scandalo del Banco Ambrosiano, l’assassinio Calvi e alcune affiliazioni con lo scandalo Tangentopoli. Ma in questo caso si può parlare ancora di loggia massonica? O sarebbe più corretto parlare semplicemente di organizzazione criminale? Se guardiamo i fatti da un punto di vista storico, la Massoneria assunse caratteristiche diverse secondo i vari paesi in cui si diffuse (maggiormente nel XVIII sec.). Ad esempio nell’America Settentrionale ebbe una forte impronta politica, accostandosi alle idee democratiche e avanzando l’ipotesi di un’autonomia dalla madrepatria inglese. In Francia le logge erano più diversificate: deiste, razionaliste, materialiste: aderirono alla massoneria molti di coloro che prepararono la Rivoluzione. D’altro canto in Germania si svilupparono associazioni finalizzate al cosmopolitismo e all’umanitarismo, anche se in alcuni casi le logge vennero utilizzate dal governo come strumento di consolidamento dinastico. In Italia, infine, fu un fenomeno d’importazione, che si diffuse, però, soprattutto nella Valle padana e nel Mezzogiorno. La Chiesa cattolica avversò in maniera decisa la Massoneria: alcuni papi, come Clemente XII nel 1738, oppure Leone XIII nel 1884, espressero la loro condanna con solenni encicliche. Alla Massoneria aderirono principi e regnanti come Federico II di Prussia e Giuseppe II d’Austria, ed anche scrittori e musicisti (basterà ricordare i nomi di Goethe e Mozart che agli ideali massonici si ispirò nella composizione de Il Flauto Magico). Ma su cosa si fondava la massoneria? Quali erano i suoi principi cardine? Innanzitutto il presupposto fondatore dell’azione settaria consiste nel rifiuto della società esistente.
Con la Massoneria sorge una struttura associativa nella quale coesistono uomini di natura diversa sia per lingua, religione e ideologia che si raccolgono intorno ai principi che l’Illuminismo aveva elaborato e che poi la Rivoluzione francese porterà a conclusione sul terreno politico. E’ la prima organizzazione che esprime le esigenze della borghesia emergente e dell’aristocrazia illuminata, la crisi e l’inquietudine di una società impegnata in un faticoso processo di evoluzione. All’interno di essa, si incontrano i due maggiori bisogni culturali del ‘700: da una parte il razionalismo con i suoi grandi ideali di uguaglianza, libertà e cosmopolitismo, dall’altra l’irrazionalismo, l’alchimia, la magia e le credenze mitico-religiose (tendenze queste che andranno a costituire il Romanticismo ai suoi albori). Le società segrete nascono, come dicevamo, nel rifiuto del mondo circostante giudicato ingiusto e malvagio. Un gruppo si distacca dalla società che non riconosce più, per costituire una nuova comunità elaborando un nuovo modello di convivenza e una struttura propria. Il processo di rinnovamento oscilla tra un progetto minimo e uno massimo: il primo prevede il perfezionamento del singolo individuo aderente ad essa, mentre il secondo il rinnovamento della società nella sua totalità. E ciò, in entrambe i casi, viene espresso attraverso lo schema religioso del peccato-espiazione-rigenerazione. Tale schema si era manifestato nella sua forma più popolare con il Cristianesimo (natura buona dell’uomo creato da Dio, caduta nel peccato e rigenerazione mediante il sacrificio del figlio di Dio), ma è anteriore al Cristianesimo stesso in quanto ricorre nei miti agrari, nelle religioni orientali, nell’ebraismo, nella magia e nell’alchimia, cioè quelle tendenze proprie del ‘700 irrazionalista. Proprio in ciò risiede la capacità della Massoneria di assorbire linguaggi e riti diversi. Al centro del rito massonico, un processo di rigenerazione, c’è l’aspirante che, attraverso le prove (espiazione), va oltre il peccato e il male del mondo, entra nella setta, si rigenera e scopre la verità. Secondo lo stesso schema rituale e psicologico l’adepto, superando prove sempre più ardue, si innalza ai gradi delle verità “terribili” riservate ai vertici della setta.  Tra il 1717 e il 1723 sembra che in Inghilterra la Massoneria abbia definito la sua struttura storica: le organizzazioni vennero organizzate secondo tre gradi delle corporazioni dei muratori: 1-manovale; 2-muratore; 3-maestro. Impadronendosi di questa struttura le società segrete la modificano introducendovi il loro spirito filosofico, progressista e riempiendola di nuovi significati allegorici. Lo scopo dei massoni perciò diventa la ricostruzione del Tempio di Salomone: il Tempio è espressione simbolica dell’età dell’oro, delle leggi della natura, dell’infanzia felice dell’umanità. Significa in sostanza distruggere la società esistente per poi edificare un nuovo mondo secondo gli ideali di libertà ed uguaglianza. 
Appare chiaro quindi che nel caso italiano della loggia P2 (ma anche nelle ultimissime inchieste sui gruppi di potere soprannominati P3 e P4), tale organizzazione poggia su basi diametralmente opposte a quelli che erano i valori morali e sociali della Massoneria originaria. Ma forse anche in questo caso tali “devianze” sono figlie di un sistema politico, economico e finanziario che andrebbe radicalmente cambiato.
[SF]

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This entry was posted on July 10, 2014 by in Storia.
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