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[Storia] La Magna Charta: un documento ancora attuale

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La Magna Charta: un documento ancora attuale

Nel precedente articolo(  http://wp.me/p4roAF-L )  abbiamo affrontato l’evoluzione della monarchia feudale inglese e la “nascita” del suo Parlamento grazie ad un documento importantissimo: la Magna Charta Libertatum. Per quanto la Magna Charta sia da considerarsi, come è già stato messo in evidenza, una vittoria della aristocrazia feudale, è pur vero che essa, con la difesa dei singoli contro il potere unico del sovrano, anticipò quella che diventerà un’esigenza fondamentale delle moderne costituzioni. Infatti essa, con il suo articolo 61, apre ad una problematica ancora attuale, poiché contiene un principio assolutamente rivoluzionario, sia per quel tempo che per il nostro tempo, cioè il diritto alla resistenza armata e violenta al potere politico, quando esso non adempia ai sui doveri e abusi delle sue prerogative. È possibile quindi attualizzare la Magna Charta e traslarla su linguaggi contemporanei? La lotta baronale può essere assimilata come un episodio di contestazione. Ed in ogni epoca la contestazione viene effettuata con successo da chi possiede gli strumenti culturali (ideologie) e politici (strumenti di lotta) per portarla sino in fondo. I baroni avevano in quel momento gli strumenti culturali: il riferimento alle consuetudini, alla «legge del paese», ai privilegi precedenti che, seppur non assimilabili a motivazioni ideali, fornivano una copertura ideologica a concreti interessi particolari. Inoltre avevano gli strumenti politici: castelli, terre, rendite, cavalieri, armi e denaro. Anche se in quel momento stava emergendo una forma embrionale di “borghesia” mercantile e cittadina, essa non aveva gli strumenti necessari per portare avanti la lotta: proprio per questo seguì la protesta dell’alta nobiltà. A ben vedere questo fattore non fu negativo in quanto, attraverso ciò, acquisì esperienza politica, coscienza della sua forza, che le permisero di divenire la classe trainante dell’età moderna. Le classi inferiori, appare evidente, non avevano gli strumenti necessari alla lotta. Tuttavia riusciranno a ricavare dei vantaggi da alcune clausole della Charta. I baroni non si rendevano certamente conto che quel documento, che ai loro occhi confermava i loro interessi, avrebbe assunto a posteriori una importanza che lo avrebbe collocato tra i documenti più importanti della storia, insieme alle varie «dichiarazioni dei diritti dell’uomo». Ottennero un documento che, nonostante la forma della concessione sovrana, faceva compiere un passo in avanti all’umanità sul faticoso cammino della liberazione dagli arbitrii, dai soprusi e dai privilegi. All’interno della Magna Charta è contenuto un principio rivoluzionario sia per quel tempo che, addirittura, per il nostro: il diritto enunciato nella clausola 61, della resistenza armata e violenta al potere politico quando questo non adempie ai suoi compiti e quando abusa delle sue prerogative. Nessuno stato contemporaneo contempla nelle sue istituzioni giuridiche un diritto simile. Gli stati più avanzati prevedono forme più o meno efficaci di difesa giuridica del cittadino, ma escludono la resistenza violenta: quindi reclamare ma, intanto, subire. Le garanzie racchiuse nella clausola 61 potevano trovare, nella società feudale di allora, solo quella formulazione, cioè quella della resistenza violenta. Ma il principio di quelle garanzie rimane rivoluzionario. In termini attuali può significare richiesta, e lotta, affinché venga istituzionalizzato il diritto alla resistenza agli ordini ingiusti ed alle decisioni arbitrali di chi detiene il potere, del diritto alla non obbedienza e alla non punibilità della medesima. In conclusione la Magna Charta affermò, nonostante le volontà di chi la scrisse, il principio ancora valido che non è ammissibile che i destini di una società debbano dipendere dall’arbitrio di un solo uomo. È il principio che pian piano si è andato estendendo sino a trasformarsi nell’affermazione che la società e lo Stato debbano essere gestiti con la più larga partecipazione possibile nell’interesse di tutti. La Magna Charta rimane per tali motivi un documento importantissimo nella storia dell’umanità nel suo cammino di forme meno astratte di libertà. [SF]

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This entry was posted on April 14, 2014 by in Storia and tagged , , , , , , , , , , , , , , .
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