La Scimmia Urlatrice

Io urlo, tu leggi!

Xbalanque e Hunahpu i gemelli divini

gemelli diviniXbalanque e Hunahpu i gemelli divini

I Maya erano un popolo sanguinario, come molti popoli vicini, e celebravano riti sacrificali in cui mutilavano e assassinavano la popolazione, forse per motivi psicologici o politico-sociali. La storia dei gemelli divini racconta il potere della vita, passando per la resurrezione.

Gli Eroi gemelli Maya sono i personaggi principali di un racconto incluso del documento coloniale Quiché chiamato Popol Vuh (raccolta di miti e leggende Maya). Come già detto le fonti sui gemelli sono sia scritte (Popol Vuh e Codice di Dresda), che iconografiche (fregi architettonici, affreschi e ceramiche Maya). Devono essere circolate, tra le popolazioni del Centro America, molte versioni del mito dei due Eroi. L’iconografia classica Maya dimostra chiaramente che i primi racconti sui fratelli devono essere stati nettamente diversi dal mito decsritto nel Popol Vuh. Secondo la versione scritta pervenutaci, le giovani divinità sarebbero Xbalanque e Hunahpu (moderno QuichéXb‘alanke e Junajpu), giocatori di palla come il padre e lo zio, Hun Hunahpu (Dio del Mais)Sette Hunahpu (Vucub Hunahpu). Un’altra importante fonte per il mito dei due fratelli è di molto precedente, e consiste in uno dei pochissimi codici in lingua Maya ancora esistenti, il codice di Dresda. Nel testo sono chiaramente riconoscibili le immagini di Hunahpu, Xbalanque, e di scribi e scultori della Scimmia Urlatrice.Hunahpu si distingue per le macchie nere che ha sulla pelle, probabilmente quelle di un cadavere, il che lo fa diventare colui che scende nell’oltretomba. Sui murales preclassici di San Bartolo, il re, segnato con una macchia nera sulla guancia, e che espelle sangue dai genitali ai quattro angoli del mondo, appare come la personificazione dell’eroe Hunahpu. Xbalanque, il “Gemello Guerriero”, è più simile ad un animale per il fatto che porta sulla pelle macchie da giaguaro e la barba.

Stando al Popol Vuh, il mito dei ragazzi divini ci riconduce agli dei creatori del panteon Maya. La leggenda racconta che all’origine della prima età del mondo fu la coppia divina Hun Hunahpu e Sette Hunahpu (Vucub Hunahpu), pensatori e grandi saggi, nonché abili nel gioco della palla.Un giorno mentre i due praticavano il loro sport preferito, disturbarono i signori di Xibalba che vivevano nel mondo sotterraneo, e furono sfidati in una partita ad Ulama (gioco rituale del quale parleremo più approfonditamente nel prossimo articolo). La discesa nel mondo sotterraneo descrive questa regione come un luogo acquitrinoso, oscuro e freddo, abitato da esseri fantastici e governato da divinità terribili che hanno il potere di infondere malattie mortali, e ai quali é assegnata una regione dello Xibalba. I fratelli furono vinti dai signori di Xibalba che li rinchiusero negli inferi e per passarvi la notte. furono loro consegnate una stecca di Ocote e un sigaro con la condizione di restituirli intatti il mattino seguente. Sfortunatamente i due, non avendo superato la prova, furono sacrificati e seppelliti nel luogo di sacrificio del gioco della palla; solo la testa di Hun Hanahpu venne tagliata e appesa su un albero che non dava frutti ma che, inaspettatamente, cominciò a fruttificare.

La notizia incuriosì molto Ixquic, una fanciulla di Xibalba, che si avvicinò all’albero fiorito e, prendendo un frutto, ricevette uno schizzo di saliva da parte del teschio. Il teschio le rivelò che con la saliva le aveva dato il suo seme e la sua discendenza. La donna diede alla luce una coppia di gemelli: Hunahpu e Xbalanque.

Alla nascita, Hunahpu e Xbalanque subirono le angherie dei fratellastri maggiori, Hun Batz e Hun Chouen.  Immediatamente dopo la nascita, la nonna chiese di portare i piccoli fuori casa perché piangevano, ed i fratelli maggiori li misero su un formicaio tra i rovi. Il risentimento verso i fratelli maggiori arrivò al punto di trasformare in scimmie questi ultimi, condannandoli ad una vita segregata nella foresta. Dopo aver trasformato i fratelli maggiori in scimmie, ingannato Sette-Ara (Vucub-Caquix) e ucciso i suoi demoniaci figli Zipacná e Cabracan, i gemelli si recarono a Xibalba dove trovarono l’equipaggiamento del gioco della palla del padre e dello zio. Come fecero a suo tempo Hun Hanahpu e Sette Hunahpu, i due ragazzi divini cominciarono a giocare a palla ma, sentiti dai signori dello Xibalba (Hun Came, Vucub Came, Ah puch e Cuchumaqic),  furono sfidati in un’ennesima partita. Fortunatamente la sorte dei due divini fu diversa: con grande intelligenza elusero le trappole e vinsero la partita. Tuttavia, nell’ultima prova un pipistrello staccò la testa di Hunahpú e i Re di Xibalba la usarono come palla per il gioco rituale dell’Ulama. Xbalanqué, in un momento di distrazione degli abitanti di Xibalba, sostituì la testa del fratello con una zucca a forma di teschio. Una volta restituita la testa a Hunahpú i due gemelli furono arsi vivi insieme. Solo in seguito risuscitarono e dopo varie mutazioni ritornarono come prima. I fratelli finsero di essere orfani girovaghi capaci di grandi prodigi. Un giorno mentre i due si dilettavano con una particolare scenetta in cui si uccidevano l’un l’altro per resuscitare subito dopo; Hunahpú fu ucciso, gli furono strappati gli arti, gli fu tagliata la testa, gli fu strappato il cuore e fu resuscitato. I reggenti di Xibalba, ipnotizzati da questo numero, chiesero di essere sacrificati, così i due gemelli uccisero Hun Camé e Uucub Camé, i Re più importanti, e li sacrificarono. Dovevano farli tornare in vita, ma non lo fecero. Così gli altri signori scapparono. La coppia divina avrebbe voluto uccidere il resto dei signori di Xibalba, ma, infine, li risparmiarono riconoscendo il pentimento nei loro occhi.Rivelata la loro identità, Hunahpu e Xbalanque recuperarono il corpo del padre, ucciso, tentarono di resuscitarlo senza alcun successo, quindi dovettero dire addio al padre con queste parole.

« Sarai invocato, sarai il primo ad alzarti presto e ad essere adorato dai figli tuoi che brillano, nei vassalli civilizzati, non saranno persi i vostri nomi. Quindi sarà. Noi [Hunahpu e Xbalanque] siamo i vendicatori della tua morte, delle tristezze e dei dolori che ti hanno causato »
(Popol Vuh, capitolo IXX)

Dopo queste avventure e disavventure il mito narra che i gemelli si trasformarono rispettivamente Hunahpu in Sole e  Xbalanque divenne la Luna. È stato fatto notare che nelle scene del Popol Vuh che si svolgono in cielo, Hunahpu ha un ruolo dominante, mentre negli inferi è Xbalanque a prendere l’iniziativa. Bartolomé de Las Casas descrive Xbalanque come colui che è entrato agli inferi come condottiero. La trasformazione finale dei gemelli in sole e luna rappresentano una metafora del loro inattaccabile dominio su terra e cielo, come rappresentanti della tenacia e dell’ ingegno umano.

[FC]

Bibliografia:

Braakhuis, H.E.M., Artificers of the Days. Functions of the Howler Monkey Gods among the Mayas in «Bijdragen tot de Taal-, Land- en Volkenkunde 143-1 (1987): 25-53», 1987; De Las Casas Bartolomé, Edmundo O’Gorman ed, Apologética Historia Sumaria (2 vol.), Serie de historiadores y cronistas de Indias, 1, México D.F., Instituto de Investigaciones Históricas, Universidad Nacional Autónoma de México [ca.1559], 1967; Coe, Michael D., The Hero Twins: Myth and Image, Barbara Kerr e Justin Kerr, The Maya Vase Book: A Corpus of Rollout Photographs of Maya Vases, vol 1, Justin Kerr (illus.), New York, Kerr Associates, 1989, pp. 161–184; Michael Coe, Supernatural Patrons of Maya Scribes and Artists. N. Hammond ed., Social Process in Maya Prehistory, pp. 327-347. Princeton University Press 1977; Taube Karl, Aztec and Maya Myths (The Legendary Past) 3ª ed, Austin, University of Texas Press, 1997; Tedlock Dennis, Popol Vuh: the Definitive Edition of the Mayan Book of the Dawn of Life and the Glories of Gods and Kings,Touchstone Books ed. (1996).

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