La Scimmia Urlatrice

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I Barbari all’attacco

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Fu l’avanzata degli Unni a provocare i movimenti di popolazioni germaniche verso i territori dell’impero romano d’occidente. Provenienti dalle steppe asiatiche, dilagarono nei territori dal Don al Danubio sino alle Alpi, costituendo un loro “impero”. Per tali motivi il problema dei barbari, che in diversi momenti si era presentato a Roma in diverse forme, assunse proporzioni sempre più grandi e minacciose. Tuttavia davanti ad un problema comune, le due parti dell’impero non vollero di svolgere un’azione coordinata: i due governi attuarono politiche autonome nei confronti delle tribù barbariche.

Nella seconda metà del IV secolo fu soprattutto la parte orientale a dover contenere assalti e incursioni. L’episodio che merita maggior considerazione fu la sconfitta che i Visigoti inflissero all’imperatore Valente ad Adrianopoli nel 378. Tale sconfitta venne percepita come un fatto clamoroso e di gravità eccezionale, ma non fu risolutiva: infatti l’impero orientale mantenne la capacità di difendersi anche se fu costretto a subire i continui attacchi e incursioni di altre popolazioni barbariche come quella dei Goti di Alarico, che giunsero a Costantinopoli nel 395. In seguito a ciò si accrebbe la presenza dei barbari nella società imperiale. Tuttavia l’insofferenza dei romani nei confronti dei nuovi venuti non fece tardi ad arrivare: nel 400 a Costantinopoli ci fu una rivolta popolare che costrinse i Visigoti a fuggire dalla città.

Le grandi ondate delle invasioni si spostarono quindi nei territori dell’impero occidentale. I Goti di Alarico attraversarono le Alpi nel 401 e portarono l’assedio a Milano, dove era imperatore Onorio. Ciò nonostante, grazie all’intervento del generale Stilicone, il pericolo fu scongiurato. Alarico fu cacciato da Milano e successivamente sconfitto a Pollenza nel 402. Un nuovo attacco di Ostrogoti, capeggiati da Radagaiso, diretto questa volta contro Roma, fu sventato a Fiesole nel 405.

Nello stesso periodo anche altre grandi masse di popolazioni barbariche si riversarono verso le altre terre dell’impero. Vandali, Sarmati, Svevi, Alani, Alemanni, spinti dalla pressione degli Unni, entrarono in Germania e Gallia.

L’autorità dell’impero cessò quasi completamente in quelle province. Addirittura Stilicone venne accusato di non aver provveduto accuratamente alla difesa e, caduto in sospetto per la sua origine vandala, venne imprigionato e decapitato dietro ordine di Onorio il 22 agosto 408. Vandali e Svevi quindi continuarono la loro avanzata installandosi in Spagna nel 409.

Ma il fatto che più fece impressione, fu il ritorno di Alarico in Italia. Il 22 agosto 410, cinse d’assedio Roma, la conquistò e la saccheggiò. Il saccheggio colpì gravemente il prestigio dell’impero d’occidente, dando l’immagine di uno stato che ormi fosse incapace di opporre una valida resistenza verso gli invasori.

Dopo il saccheggio Alarico si spinse verso sud con lo scopo di giungere in Africa, ma la sua flotta fu distrutta da una tempesta, ed egli stesso perse la vita a Cosenza. I suoi soldati, dopo averlo seppellito nei pressi di Buseto, elessero nuovo re Autaulfo che, dopo aver tentato invano accordi con l’imperatore, si ritirò verso le Gallie. Qui egli tento di fondare un nuovo stato sul modello romano, sposandosi con la figlia di Teodosio Galla Placidia, da lui stesso fatta prigioniera. Tuttavia questo tentativo fu effimero a causa dei notevoli contrasti interni: Autaulfo fu ucciso e Galla Placidia, liberata, tornò alla corte imperiale per sposare, poco dopo, Costanzo, successore di Stilicone nel ruolo di primo generale dell’impero.

Gli anni successivi videro una certa ripresa dell’autorità imperiale, confermata dagli accordi che si fecero con i barbari, ora “foederati” dell’impero.

La rinascita imperiale fu estremamente debole. Infatti i Vandali, guidati da Genserico, occuparono l’Africa romana (429). I regni creati in Spagna dai Vandali e quelli dei Franchi, Burgundi e Visigoti in Gallia, acquisirono sempre maggior indipendenza. La Britannia fu definitivamente abbandonata agli Angli e ai Sassoni.

Il nuovo successore al trono imperiale, Valentiniano III (425-455), non riusciva più a dare una stabilità governativa senza la protezione di Costantinopoli. Nel 450 circa anche gli Unni, guidati dal loro capo Attila, fecero irruzione in Occidente. L’organizzazione politica unna era di tipo monarchico e portata avanti da una classe guerriera coadiuvata da funzionari con compiti amministrativi. Il primo tentativo di conquista degli unni fu fatto in Gallia. Ma qui Ezio, l’ultimo dei grandi generali romani, riuscì a fermarlo e a costringerlo alla ritirata. Tornato in Pannonia, Attila ricostituì le sue forze e si diresse nuovamente in Italia. Distrusse Aquileia costringendo i suoi abitanti a rifugiarsi su alcune isolette della laguna: nasceva il primo nucleo di Venezia. Prese inoltre Milano e Pavia. Mentre si dirigeva verso Roma, papa Leone I, inviò un’ambasceria al re barbaro: riuscì a far rinunciare all’impresa . Attila rientrò nelle sue regioni, dove poco tempo dopo morì.

Ma Roma non venne risparmiata. Nel 455 i Vandali di Genserico l’attaccarono nuovamente. Giunti per mare, essi saccheggiarono per quindici giorni la città.

La fine dell’impero era ormai segnata. Nei venti anni successivi il potere fu in mano all’esercito, ed in particolare di Recimero. Gli imperatori, spesso designati alla corte di Costantinopoli, erano soltanto di nome. Uno di questi, Giulio Nepote, fu deposto nel 475 dal generale Oreste, il quale proclamò imperatore suo figlio Romolo (chiamato in senso dispregiativo Augustolo dall’imperatore d’oriente Zenone).

Una rivolta militare, capeggiata da un ufficiale sciro, Odoacre, e sostenuta dai soldati che erano alla ricerca di terre in Italia, tolse il potere a Romolo nel 476. Oreste fu catturato e ucciso. Il vincitore, Odoacre, rinunciò al titolo imperiale e, fatta sottomissione all’imperatore di Costantinopoli, chiese di governare con il titolo di patrizio le terre occidentali. In tal modo veniva riconosciuta una sola autorità imperiale, quella di Costantinopoli: l’impero d’Occidente aveva cessato di esistere.

 

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This entry was posted on April 2, 2014 by in Storia and tagged , , , , , , , , .
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